Alto contrasto
La conciliazione tra famiglia e lavoro non è più una questione privata che riguarda le singole famiglie. È diventato un fattore strategico per la competitività dell’economia altoatesina e acquista un peso sempre maggiore di fronte al cambiamento demografico, alla carenza di personale e al crescente bisogno di assistenza.
Per molte persone in Alto Adige conciliare famiglia, lavoro e assistenza rappresenta una componente della vita quotidiana. Tra cura dei figli, orari scolastici, settimane estive e impegni lavorativi, i genitori devono destreggiarsi ogni giorno tra esigenze diverse. Parallelamente, è in aumento il numero di famiglie che si occupano anche di parenti anziani o non autosufficienti. L’analisi dell’IRE sulla conciliazione tra famiglia e lavoro evidenzia chiaramente come questa tematica non riguardi più soltanto le singole famiglie, ma rappresenti una questione di rilevanza per l’intera società e per il sistema economico.
Già i dati demografici evidenziano la necessità di intervenire. Nel 2024 erano più di 116.000 i minorenni residenti in Alto Adige, mentre il numero delle persone anziane continua a crescere: la sola fascia degli ultraottantacinquenni contava quasi 38.000 persone. Ne consegue un aumento del fabbisogno di assistenza, sia per l’infanzia sia per la popolazione anziana.
Questo fenomeno è particolarmente evidente nell’ambito dell’assistenza alle persone non autosufficienti. Nel 2020 erano 17.020 le persone non autosufficienti in Alto Adige; entro il 2035 si stima che il loro numero salirà a 22.739, con un incremento del 33,6 percento. La maggior parte dell’assistenza continua a essere garantita all’interno delle famiglie. Ne risente in particolare la cosiddetta «generazione sandwich »: persone tra i 40 e i 60 anni circa che devono conciliare la responsabilità verso i figli con quella verso i familiari anziani, spesso nel pieno della propria vita professionale. In assenza di un adeguato sostegno alle attività di cura, le ripercussioni possono riguardare direttamente l’orario di lavoro, le prospettive di carriera e la disponibilità sul mercato del lavoro.
Il lavoro di cura continua a gravare prevalentemente sulle donne. In Italia, infatti, tra l’80 e il 90 percento dei familiari che si occupano di persone bisognose di assistenza è rappresentato da donne. Questa distribuzione disomogenea emerge anche dai dati sul lavoro a tempo parziale: il 47,7 percento delle donne occupate lavora a tempo parziale, contro appena il 10,5 percento degli uomini. In un contesto caratterizzato dalla carenza di manodopera, questo fenomeno assume rilevanza anche dal punto di vista economico. Quando lavoratrici e lavoratori qualificati non possono esprimere pienamente il proprio potenziale professionale, il mercato del lavoro perde risorse preziose.
Servizi per l’infanzia
Per migliorare la conciliazione tra famiglia e lavoro è essenziale disporre di un’offerta adeguata di servizi per l’infanzia. Nell’anno scolastico 2022/23 in Alto Adige si contavano 23,9 posti nei servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, un dato nettamente inferiore sia all’obiettivo europeo di 45 posti sia a quello della Provincia autonoma di Trento, che ne offre 41,2. Anche l’organizzazione scolastica e la gestione delle vacanze incidono sulla possibilità di conciliare famiglia e lavoro. Nelle scuole primarie di lingua tedesca, in particolare, solo il 5,8 percento degli alunni frequenta una scuola a tempo pieno. A ciò si aggiunge il fatto che circa un genitore su tre considera insufficienti le attuali offerte di assistenza durante le vacanze estive.

Le conseguenze sono tangibili: solo poco meno della metà dei genitori occupati ritiene che sia possibile conciliare bene famiglia e lavoro. Per molte famiglie, la conciliazione continua a richiedere un notevole impegno organizzativo nella vita quotidiana, anziché rappresentare una condizione facilmente gestibile.
Diventano quindi ancora più importanti i datori di lavoro che favoriscono la conciliazione tra famiglia e lavoro. Orari flessibili, smart-working, part-time compatibili con la crescita professionale e misure di sostegno per chi si occupa di familiari non autosufficienti possono alleggerire il carico sui lavoratori e contribuire a mantenerli in azienda. La conciliazione tra famiglia e lavoro è dunque molto più di una questione di politica sociale: è anche un fattore determinante per la competitività delle imprese.
L’audit famigliaelavoro rappresenta uno degli strumenti già consolidati. La certificazione supporta imprese e organizzazioni nello sviluppo sistematico di misure a favore della conciliazione e nella loro integrazione sostenibile nella realtà aziendale. L’audit è rivolto ai datori di lavoro altoatesini di tutti i settori e contribuisce a rafforzarne l’attrattività. L’iniziativa è promossa dalla Camera di commercio di Bolzano e dall’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Bolzano.

Audit famigliaelavoro
L’audit famigliaelavoro è uno strumento di management che accompagna le imprese nel miglioramento sistematico delle condizioni di lavoro considerando le esigenze familiari e le diverse fasi della vita. L’obiettivo è favorire la conciliazione tra attività professionale, famiglia e vita privata, rafforzando allo stesso tempo l’attrattività dell’impresa come datore di lavoro. In Alto Adige, l’audit è un progetto congiunto dell’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Bolzano e della Camera di commercio di Bolzano.
I principali vantaggi
Il servizio si rivolge a imprese e organizzazioni pubbliche e private di tutti i settori con almeno cinque dipendenti.