Alto contrasto
La difficoltà nel reperire personale qualificato, i cambiamenti demografici e le nuove aspettative delle giovani generazioni stanno mettendo alla prova il mondo del lavoro. In questo scenario, cresce la necessità di ripensare tempi e modalità di lavoro, favorendo maggiore flessibilità e un migliore equilibrio tra professione, famiglia e vita privata. Di questo ne abbiamo parlato con Irmgard Lantschner.
Signora Lantschner, perché per le aziende è sempre più importante conciliare lavoro, famiglia e vita privata?
Irmgard Lantschner: Il mondo del lavoro sta attraversando un profondo cambiamento. Da un lato, il cambiamento demografico riduce progressivamente la disponibilità di forza lavoro; dall’altro, le persone chiedono oggi maggiore flessibilità e una migliore qualità della vita. Molte persone impiegate si occupano dei figli e/o assistono familiari e, al tempo stesso, desiderano avere tempo sufficiente da dedicare ai propri interessi. Le aziende che sanno rispondere a queste esigenze partono quindi avvantaggiate nella ricerca di personale qualificato. Diverse ricerche confermano inoltre che la possibilità di conciliare lavoro e vita privata è ormai uno dei fattori più importanti nella scelta del datore di lavoro.
Il lavoro a tempo parziale è spesso visto con diffidenza. Pensa che lavorare a tempo parziale possa compromettere le prospettive professionali?
È un’idea legata soprattutto al passato. Per molto tempo si è pensato che per fare carriera fosse indispensabile lavorare a tempo pieno e garantire una presenza costante in azienda. Ma oggi questo paradigma sta cambiando gradualmente. Essere un buon leader non significa più essere i primi ad arrivare in ufficio e gli ultimi ad andarsene. Contano molto di più i risultati, la capacità di lavorare in squadra e modelli di gestione al passo con i tempi. Con le giuste condizioni organizzative, anche chi lavora con un orario ridotto può assumere incarichi di responsabilità e costruire il proprio percorso professionale.
Quali benefici possono trarre le aziende da modelli di lavoro flessibili?
I vantaggi sono molteplici. Un’azienda che offre maggiore flessibilità risulta più attrattiva come datore di lavoro e può raggiungere una platea più ampia di potenziali candidati. Al tempo stesso, crea le condizioni per favorire la continuità occupazionale delle professionalità di cui dispone. Quando le persone riescono a conciliare bene lavoro e vita privata, sono generalmente più motivate, soddisfatte e legate all’azienda. Ne beneficia anche il clima interno, mentre diminuisce il ricambio del personale. In un contesto caratterizzato dalla crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, tutto questo può trasformarsi in un vero vantaggio competitivo.
Quali interventi concreti si sono dimostrati particolarmente efficaci?
Quando si parla di politiche aziendali a favore della famiglia, si pensa spesso a investimenti importanti. In realtà, anche piccoli cambiamenti possono avere un impatto significativo. Orari di lavoro flessibili, possibilità di lavorare da casa, formule di part-time adattate alle esigenze individuali o una programmazione più attenta delle riunioni possono facilitare notevolmente la quotidianità lavorativa.
Sono molte le aziende altoatesine che partecipano all’audit famigliaelavoro. Quanto è importante questo strumento?
L’audit famigliaelavoro accompagna le aziende nel percorso verso una politica del personale più attenta alle esigenze delle famiglie. Si parte dall’analisi delle misure già esistenti per arrivare, insieme, a sviluppare soluzioni nuove. Non esiste però un modello preconfezionato applicabile a tutti i casi: ogni azienda individua le misure che meglio si adattano alle proprie modalità di lavoro e alle proprie esigenze. In Alto Adige sono già numerose le imprese e le organizzazioni ad aver ricevuto il riconoscimento. È la conferma che favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia non è un elemento accessorio e facoltativo, ma piuttosto rappresenta una componente fondamentale per una gestione aziendale capace di guardare al futuro.
Irmgard Lantschner, nata nel 1971, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze sociali ed economiche presso l’Università di Innsbruck. Dal 2008 è responsabile del reparto Sviluppo d’impresa della Camera di commercio di Bolzano. È Vicepresidente del Consiglio dell’audit “famigliaelavoro” dell’Alto Adige, è sposata e ha due figli.