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Class action

 


Con il termine class action (azione di classe) si fa riferimento a cause collettive risarcitorie che consentono di attivare un unico processo per ottenere il risarcimento del danno subito da un gruppo di cittadini danneggiati dalla condotta del medesimo soggetto giuridico, sia questo pubblico o privato.
Dal 1° gennaio 2010 la class action è possibile anche su iniziativa di singoli consumatori, con riguardo a fatti accaduti dopo il 16 agosto 2009.
Questa novità potrebbe comportare un incremento delle richieste di risarcimento verso le imprese, poiché riduce notevolmente i costi del procedimento e con essi rimuove il principale ostacolo che spesso induce il singolo consumatore a rinunciare alla causa.


Diritti tutelati dalla class action

La class action è possibile nei seguenti casi:

a) tutela di diritti contrattuali di una pluralita' di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresa in situazione identica, inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile.

Esempi:
• clausole vessatorie,
• aumenti di tariffe, commissioni, polizze assicurative ingiustificatamente superiori all’inflazione,
• gravi disservizi nel trasporto di persone o merci,
• truffe o gravi inadempimenti verso più consumatori;

b) tutela di diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale.
Esempi:
• difetto di un prodotto non coperto da garanzia o non riparato come da garanzia
• danni alla salute causati dallo stesso farmaco a più persone;

c) tutela di diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

Una differenza fondamentale rispetto alla class action statunitense, è che mentre quest’ultima può prevedere, oltre al risarcimento del danno, i cosiddetti punitive damages, in pratica una pena pecuniaria a volte anche molto più alta del danno subito, in italia ciò non può avvenire.


Le condizioni per proporre una class action

Le condizioni per proporre una class action sono le seguenti:
1- la domanda deve essere fondata
2- non deve sussistere un conflitto di interessi
3- il diritto tutelato deve avere un riscontro nell’interesse collettivo
4- Il proponente deve essere in grado di curare adeguatamente l’interesse della classe per cui si propone l’azione.

Questi limiti riducono sensibilmente i casi in cui la class action è proponibile.


La proposta di transazione

Qualora una class ation risultasse vincente, all’impresa ritenuta colpevole rimane comunque aperta la possibilità di una transazione, in pratica il pagamento di una somma a titolo di risarcimento. La relativa richiesta va fatta entro 60 giorni dalla notifica della sentenza, e, se accettata costituisce titolo esecutivo.
Se invece la proposta non viene fatta nei termini, o viene rifiutata, si apre una ulteriore fase di conciliazione, nella quale le parti possono accordarsi circa l’entità del risarcimento. Se nemmeno in questo caso si raggiunge un accordo, i consumatori dovranno avviare un’ulteriore causa, questa volta non collettiva.

Nonostante tutti i limiti di cui si è detto, la class action rimane comunque una soluzione interessante per il danneggiato, in tutti i casi in cui il danno è di entità tale da non giustificare un’azione individuale.


 
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