Fattori e presupposti per il successo
Non esiste una ricetta per il buon esito di una cooperazione. Ogni tipo di collaborazione ha le sue particolarità e viene essenzialmente guidata dai suoi attori. L’esperienza ha dimostrato che per una positiva formazione e realizzazione della cooperazione bisogna essenzialmente prestare attenzione ai seguenti fattori:
- Buon lavoro preparatorio
Successo o insuccesso di una cooperazione vengono determinati, sostanzialmente, dalla quantità e qualità del lavoro preparatorio per formare una cooperazione. Perciò bisogna mostrare come progettare una cooperazione e come procedere nella ricerca e nella scelta dei partner.
- Dipende dai partner
Un importante presupposto per esiti positivi è quello di trovare uno o più partner i cui interessi e obiettivi strategici siano compatibili con i propri.
- Clima di fiducia
La costituzione di un rapporto di fiducia tra i partner è imprescindibile per il successo della cooperazione stessa. Ma non si deve trattare di cieca fiducia bensì di un critico affidamento nelle possibilità di prestazione e nell’affidabilità dei partner. La fiducia deve crescere e si forma per gradi mediante la cura dei contatti personali.
- Obiettivo della cooperazione d’impresa
Sostanzialmente le cooperazioni sono pensabili, e quindi anche realizzabili, in tutte le attività dell’impresa. Innanzitutto, però, bisogna cercare tali ambiti di cooperazione laddove ci si può aspettare, attraverso un’eventuale cooperazione, una forte utilità.
- Definizione degli obiettivi e dei compiti della cooperazione
Prima bisogna che sia fatta chiarezza sugli obiettivi e i compiti di una cooperazione e ogni partner dovrebbe potersi identificare negli stessi. Solo allora ha senso riflettere sulla forma e l’organizzazione giuridica della cooperazione.
- Aspettative di partenza chiare e realistiche
La base per ogni cooperazione è che gli obiettivi e le aspettative dei partner coincidano. Ulteriori elementi comuni necessari sono: una valutazione del bisogno di risorse iniziali e in corso di attività, aspettative conciliabili riguardo alla forma di collaborazione e alla suddivisione dei compiti e delle responsabilità.
- Equilibrio dei partner
Di grande importanza è che tutte le decisioni strategiche per la cooperazione vengano prese congiuntamente e che l’impiego di risorse dei partner (tempo, denaro, know-how, ecc.) sia il più possibile equilibrato. Ciò però non esclude che possano collaborare imprese di diversa dimensione.
- Chiara delimitazione delle attribuzioni e delle competenze
È pertanto necessaria, sin dall’inizio, una suddivisione chiara e regolata contrattualmente dei compiti e delle facoltà decisionali. Deve essere stabilito quali decisioni devono essere prese congiuntamente. Ciò non esclude che si possano verificare occasionalmente delle divergenze di opinioni. A tal proposito, poi, si avrà bisogno di regole decisionali trasparenti e meccanismi atti alla soluzione dei conflitti.
- La cooperazione è sostanzialmente cosa per imprese sane
La cooperazione non è la via per sanare un’impresa in difficoltà. È un’opportunità per imprese sane, ma non una soluzione ai problemi di quelle malate. La cooperazione deve potenziare i punti di forza di tutti i partner minimizzando i punti deboli. In una cooperazione ci dovrebbero essere, sostanzialmente, solo vincitori. Se così non fosse, allora la cooperazione non avrebbe raggiunto il suo obiettivo.
- Strategia di "uscita"
Può sembrare paradossale, ma si consiglia pertanto di riflettere, già nella fase di costituzione della cooperazione, su quali futuri sviluppi o risultati potrebbero rendere impossibile il raggiungimento degli obiettivi della cooperazione e, quindi, potrebbero portare all’interruzione della stessa. Diversamente si è costretti ad agire sotto la pressione del tempo, ossia in una situazione di crisi. Entrambe le situazioni comportano costi e perdite elevati. Se i partner, invece, considerano un‘eventuale strategia di "uscita“ sin dall‘inizio, evitano di perseverare nell‘attività, pur sapendo che non vi saranno miglioramenti e interrompere l'attività sarebbe la scelta più vantaggiosa per tutti.